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FAQ

1- Un'opera di uso comune finanziata volontariamente (ad esempio una strada) non andrebbe a favorire chi intenda poi di utilizzarla pur essendosi rifiutato, altrettanto volontariamente, di finanziarla?

Sì, se si presuppone, a torto, che la strada non abbia dei proprietari. In realtà essi esistono: sono i cittadini che l'hanno finanziata e che ne sono proprietari, ciascuno per la quota parte che ha versato. È dunque la maggioranza di cittadini, che l'ha democraticamente votata e finanziata, la quale fisserà le condizioni, anche economiche, per il suo utilizzo e la sua manutenzione. Ad esempio un abbonamento a prezzi differenziati, più alti per chi ha versato di meno e ancora più alti per chi, pur non avendola votata e non avendo versato niente, intenda poi avvalersene. Se i cittadini torneranno proprietari veri delle opere di uso comune che utilizzano sapranno ben distinguere l'indigente vero dal profittatore di turno e comportarsi di conseguenza.


2- Cosa succede se un'opera viene votata a maggioranza democratica, ma poi non si raggiunge il budget necessario per realizzarla?

Non viene realizzata. Perché vuol dire che la maggioranza dei cittadini la vorrebbe avere, ma non vorrebbe pagarla. Una maggioranza democratica che si esprimesse per avere qualcosa senza doverla pagare, dimostrerebbe di non aver perso il vizio di pretendere di fare le cose per sé con i soldi di altri. Questa è la grande differenza, anche "morale", tra la democrazia odierna e quella della Svizzera che desideriamo consegnare ai nostri figli.


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